Marketing digitale non salutare tra le popolazioni aborigene in Australia: risultati dallo studio pilota #DigitalMob.
Lo studio aveva l'obiettivo di quantificare l'esposizione degli adulti aborigeni australiani al marketing digitale di prodotti non salutari come cibi e bevande poco salutari, alcol, gioco d'azzardo, tabacco e sigarette elettroniche, analizzare le dif
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Lo studio aveva l'obiettivo di quantificare l'esposizione degli adulti aborigeni australiani al marketing digitale di prodotti non salutari come cibi e bevande poco salutari, alcol, gioco d'azzardo, tabacco e sigarette elettroniche, analizzare le differenze demografiche in tale esposizione e descrivere le caratteristiche di queste forme di marketing, inclusi marchi, piattaforme e tattiche promozionali. Trentuno adulti aborigeni hanno registrato i propri schermi per circa un terzo del loro tempo giornaliero abituale (massimo sessanta minuti). Le registrazioni sono state analizzate tramite SCANNER, un sistema automatico capace di rilevare il marketing di prodotti non salutari. Sono stati raccolti anche dati demografici e comportamenti online usuali mediante un questionnaire. La maggior parte dei partecipanti (ventinove su trentuno, pari al novantaquattro per cento) è risultata esposta a marketing digitale non salutare. Sono state rilevate cinquecentoottantasette istanze di marketing, di cui il quarantasette per cento attribuito a marchi di cibo non salutare, seguiti dal gioco d'azzardo (ventotto per cento), alcol (quindici per cento), bevande zuccherate (nove per cento) e tabacco (uno per cento). Non è stato rilevato marketing di sigarette elettroniche. L'esposizione media stimata è stata di quarantapuntoquattro istanze al giorno (intervallo interquartile: undici-novantadue). I partecipanti maschi e di età pari o inferiore a trenta anni hanno registrato una maggiore esposizione complessiva e specifica per cibo non salutare, alcol e gioco d'azzardo. Lo studio sottolinea la vasta diffusione del marketing digitale di prodotti dannosi nella vita quotidiana degli aborigeni australiani. Tuttavia, i dati si basano su un campione limitato e brevi periodi di registrazione, e non si approfondiscono gli effetti diretti sull'individuo. Nessuna menzione è fatta di sindromi psicopatologiche o interventi terapeutici specifici.
La pubblicazione originale
Jennifer Browne, Nichole Lister, Kathryn Backholer, Karen Hill, Alessandro Crocetti, Troy Walker, Sharon Atkinson-Briggs, Navoda Liyana Pathirana, Beau Cubillo, Florentine Martino, Simone Sherriff, Lee Yeomans, Fiona Mitchell, Stephanie Thow, Phuong Nguyen, Jaithri Ananthapavan, Steve Allender, Yin Paradies · Unhealthy Digital Marketing Among Aboriginal People in Australia: Findings From the #DigitalMob Pilot Study. · Health promotion journal of Australia : official journal of Australian Association of Health Promotion Professionals (2027).
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